| Con una nota la Regione chiede verifiche alle Asl su assunzioni e acquisti. Vengano in Consiglio per una discussione seria |

| «La nota inviata alle Aziende sanitarie regionali è una sorprendente ammissione di ritardo e di mancanza di governo. Quando a giugno si arriva a chiedere alle aziende di verificare se le assunzioni effettuate abbiano prodotto risultati, di sospendere nuove procedure di reclutamento e di ridisegnare la distribuzione del personale, significa che la programmazione non è stata fatta quando serviva». E’ quanto Gianna Pentenero (presidente del Gruppo PD in consiglio regionale) e io abbiamo affermato nei giorni scorsi. «La parte più allarmante della nota – abbiamo spiegato - è quella in cui si chiede alle aziende di sospendere le nuove procedure di reclutamento di fronte a una situazione che vede tanti reparti in crisi, concorsi deserti e difficoltà a garantire i servizi durante il periodo estivo. È difficile immaginare un messaggio più contraddittorio in una fase nella quale cittadini e operatori continuano a denunciare carenze di organico e difficoltà di accesso alle prestazioni». «Le liste d’attesa – è la prosecuzione - non si recuperano con le verifiche amministrative, ma con medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo. Se ci sono problemi organizzativi vanno corretti, ma fermare o rallentare il reclutamento mentre si chiede alle aziende di dimostrare la coerenza delle assunzioni rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato». Secondo noi del Partito Democratico, la nota contiene inoltre una visione sbagliata del rafforzamento territoriale: «Tra le indicazioni rivolte alle aziende si legge che occorre porre ‘particolare attenzione alla razionalizzazione dei micro-punti di erogazione, privilegiando la concentrazione funzionale e organizzativa all’interno delle Case della Comunità’. È una scelta che ci preoccupa». «Le Case di comunità avrebbero dovuto potenziare i servizi territoriali, non solo riorganizzarli. Il territorio non si rafforza concentrando i servizi e riducendo i punti di accesso. Si rafforza aumentando l’offerta di sanità pubblica vicina alle persone così da ridurre il bisogno di ospedalizzazione, a partire dall’accesso al Pronto Soccorso. Per non parlare del fatto che nelle aree montane, nelle vallate, nei territori periferici e nei Comuni più piccoli, i cosiddetti micro-punti di erogazione rappresentano spesso l’unico presidio realmente accessibile ai cittadini» è la nostra sottolineatura. «La domanda politica è molto semplice – ci siamo rivolti alla maggioranza-: perché questa lettera arriva soltanto adesso? La Regione chiede alle aziende di fare il censimento delle assunzioni effettuate nel 2025 e nel 2026, delle procedure in corso, delle procedure programmate, delle cessazioni, degli straordinari e perfino di predisporre un piano di ridistribuzione interna del personale. Tutte attività che dovrebbero essere oggetto di monitoraggio costante da parte della governance regionale, non di una verifica straordinaria a metà anno. Se davvero esistono problemi di sostenibilità della spesa o di allocazione delle risorse, la Giunta avrebbe dovuto affrontarli prima con un sistema di pianificazione e di controllo di gestione articolato. Quando si interviene a giugno chiedendo controlli straordinari, sospensioni delle nuove procedure di reclutamento e piani di riorganizzazione, si certifica che il problema non è nato oggi e che i buoi sono già scappati dalla stalla» «Con questa nota – è la nostra conclusione - Riboldi ammette che la sanità piemontese viaggia a fari spenti nella notte e che rincorre i problemi anziché governarli. Il Piemonte ha bisogno di una sanità che assuma, riduca concretamente le liste d’attesa e rafforzi la presenza dei servizi sul territorio. Non di una presa d’atto tardiva che rischia di tradursi in meno personale e meno prossimità per i cittadini. Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori che pagano, insieme ai piemontesi, le scelte sbagliate di Cirio e Riboldi sulla sanità. Chiederemo una discussione in Consiglio sull’esito di questo intervento». |