Dopo una settimana di rinvii, sospensioni, trattative e continui cambi di rotta, il Consiglio regionale ha approvato un assestamento di bilancio che fotografa perfettamente lo stato della Giunta Cirio: tanto impegno per ricomporre gli equilibri interni alla maggioranza, nessuna risposta alle vere emergenze del Piemonte.
Quella che avrebbe dovuto essere la legge con cui la Regione aggiorna le proprie priorità, affronta le criticità e mette in sicurezza i servizi essenziali si è trasformata nell’ennesimo regolamento di conti interno al centrodestra. Per giorni il Consiglio è rimasto ostaggio delle divisioni della maggioranza, mentre cittadini, Comuni, aziende sanitarie, imprese e associazioni aspettavano risposte che non sono mai arrivate.
Alla fine è stato partorito un assestamento senza visione e senza programmazione. Restano senza risposte la sanità pubblica, la non autosufficienza, la crisi idrica, il diritto allo studio, il sostegno agli enti locali, il trasporto pubblico, le difficoltà dell’agricoltura e delle aree interne. È mancata persino la volontà di tradurre in atti concreti gli impegni che la stessa Giunta aveva assunto pochi mesi fa.
Come Partito Democratico abbiamo presentato decine di proposte per migliorare il provvedimento: interventi per sostenere le famiglie, rafforzare i servizi, aiutare gli studenti, affrontare la crisi idrica, investire sulla sanità e sul trasporto pubblico. Tutto respinto. La maggioranza ha preferito occuparsi dei propri equilibri anziché delle priorità dei piemontesi.
Anche sul fronte fiscale il centrodestra continua a raccontare una realtà che non esiste. Dopo aver promesso di abbassare le tasse, lascia il Piemonte tra le Regioni con la pressione fiscale più elevata, mentre il cosiddetto alleggerimento dell’Irpef è poco più di un annuncio. Sarebbe stato molto più serio intervenire sul recupero dell’evasione, sull’adeguamento dei canoni delle concessioni e su una gestione più equa delle entrate regionali.
Questa lunga settimana resterà il simbolo di una legislatura arrivata al capolinea. Il centrodestra ha dimostrato di saper trovare un accordo solo quando si tratta di risolvere i propri problemi politici. I problemi del Piemonte, invece, sono rimasti tutti sul tavolo. Ed è proprio da quei problemi irrisolti che bisognerà ripartire per costruire un’alternativa credibile di governo.
